RAMROD

Q&A with Artists



Nel 2013 I fratelli Martina e Marco Picaro, rispettivamente cantante e chitarrista, decidono di fondare una band con la quale potessero dar sfogo al loro desiderio di esprimersi attraverso il Rock Blues ed è proprio in quel momento in cui entrano in scena il bassista Emanuele Elia ed il tastierista Adriano “Roll” Nolli che, insieme ai due fratelli, cominciano a costruire le basi di questo nuovo progetto musicale.

Iniziano il loro percorso come cover band, dando però sempre un tocco unico e personale dei grandi classici della tradizione Rock Blues e Southern Rock. Il loro desiderio di dare la propria interpretazione ai brani sfocia dopo poco tempo nel comporre musica propria ed è proprio qui che nascono i Ramrod.

Un paio di anni più tardi, dopo alcuni cambiamenti all’interno della band, il batterista Daniel Sapone chiude il cerchio, dando vita alla line-up ufficiale dei Ramrod.

La loro passione per la musica ha inizio già da bambini, infatti intorno ai 10/13 anni fondano la loro prima band ed iniziano scrivendo le prime canzoni, dedicandosi nel frattempo allo studio dello strumento.

L’amore per il rock e per il blues, in tutte le sue innumerevoli sfumature, è sempre stato parte della loro vita, non solo sul palco, ma anche al di fuori, per loro è un vero e proprio stile di vita ed una guida, per questa ragione, dopo alcuni anni, decidono di dedicarsi completamente a quest’arte. La loro passione è evidente e si esprime a pieno durante i loro concerti!

Come descriveresti il tuo stile musicale?

Trovo sempre difficile rispondere a questa domanda! Il nostro stile è molto particolare e può essere definito come l’incontro tra il Rock e il Blues, con influenze psichedeliche e Prog. Dipende molto da come ci sentiamo quando componiamo. I nostri brani passano dalla pura energia del rock psichedelico fino alla malinconia del blues passando attraverso le note avvolgenti della musica soul. Il modo migliore per darvi un’idea è quello di ascoltarci! 

Cosa ti spinge a fare ciò che fai?

Questa domanda è molto più semplice! La musica mi rende viva! Attraverso la mia voce posso davvero esprimere me stessa e questo accade sia quando compongo sia quando canto.

La musica è stata la mia salvatrice e il dono più grande che potevo desiderare! Mi rende felice riuscire a trasmettere quello che sto provando attraverso le mie note, è davvero gratificante! Non so come dirlo ma si tratta di un susseguirsi di emozioni che danzano e si amalgamano insieme a quelle del pubblico creando ogni volta qualcosa di unico e speciale in grado di far vibrare all’unisono le nostre anime! 

Ambizione o Talento: cos’è più importante per te?

Se si possiede il talento ma non l’ambizione allora si tratta di un talento sprecato! Sono due elementi che devono unirsi insieme e l’uno ha bisogno dell’atro per andare avanti nel meraviglioso quanto spesso tortuoso percorso di un artista, altrimenti ogni sforzo diventa inutile. Quando si sceglie questo percorso, ogni carta che si possiede deve essere giocata al meglio per poter raggiungere i nostri sogni, oltre ad una grande dose di autostima ovviamente. 

Qual è la tua principale fonte di ispirazione?

Tutte le esperienze e le emozioni vissute sulla mia pelle costituiscono la mia principale fonte di ispirazione.  Sono una persona davvero sensibile e in certi momenti cresce in me un’esigenza atavica che mi porta a creare musica: quindi sono diverse le occasioni o i momenti in cui traggo ispirazione e appena la percepisco, qualcosa dentro di me si scatena e non posso fare a meno di trasformare le mie emozioni in musica. 

La maggior parte delle mie canzoni emergono dalla malinconia o dalla sofferenza. D’altra parte, sono proprio questi i momenti in cui ci rendiamo conto di avere un cuore che funziona: quando lo sentiamo battere all’unisono con la nostra anima, in cui risuona sofferenza o gioia ed è proprio in quell’istante che inizio a scrivere. La musica come sicuramente sapete è uno strumento potentissimo, tra le modalità di espressione più antiche dell’animo umano.

La mia ispirazione non proviene però solo da sentimenti di sofferenza ma anche dalla meraviglia, dalla bellezza della natura, dall’amore e da tutte quelle emozioni che mi fanno sentire libera e che quindi scatenano il mio spirito creativo insieme a migliaia di idee sempre diverse! 

Come avete trovato il processo di scouting di Rehegoo? 

Grandioso! Oltre al fatto che siamo entusiasti di iniziare a collaborare insieme a voi, tutto lo staff di Rehegoo Music si è dimostrato davvero professionale e il processo che ci ha condotto verso la firma del contratto è stato semplice, rapido e divertente! Per questa ragione ci teniamo a ringraziare Veronica Perazzolo, che ci ha scoperti e ci è stata accanto durante il processo di pubblicazione musicale. È stata davvero fantastica!

Come vi siete sentiti quando avete firmato un contratto con Rehegoo?

 Siamo molto soddisfatti e curiosi! Siamo entusiasti di essere parte di un’etichetta formata da un team di giovani professionisti amanti della musica come lo siamo noi! Siamo consapevoli di essere in buone mani e che la nostra musica riceverà il giusto supporto. Non vediamo l’ora di scoprire quello che il futuro ha in serbo per noi!

Qual è il più grande risultato della vostra carriera fino ad ora?

Tutto il nostro sviluppo personale e come artisti, sin dal primo giorno fino ad ora. Siamo orgogliosi di poter dire di aver fatto grandi cose come artisti indipendenti, contando solo sulle nostre forze e sulla nostra arte. Abbiamo registrato due album (il secondo verrà pubblicato molto presto) e fatto diversi tour in giro per l’Europa. Abbiamo partecipato a festival importanti come il Pistoia Blues e il Torrita Blues, costruendo passo dopo passo la nostra carriera musicale. Siamo molto orgogliosi dei nostri obiettivi ma ora è giunto il momento di fare un salto di qualità e speriamo di poter far sentire la nostra musica in UK e USA lavorando insieme a Rehegoo Music!

Qual è stato il più grande ostacolo?

 Sicuramente cercare di affermarci come musicisti in un paese che dà poco spazio agli artisti indipendenti, soprattutto a coloro che come noi fanno un genere come il Rock Blues e brani inediti. È davvero difficile attrarre l’interesse del pubblico italiano soprattutto quando si sceglie di far ascoltare qualcosa di nuovo. Ciò implica uno sforzo maggiore per noi perché il pubblico deve uscire dalla propria zona di comfort, aprendosi a qualcosa di nuovo e mai sentito prima.

Qual è il miglior e peggior concerto in cui avete suonato?

Il concerto migliore? Sono tantissimi! Ne cito uno dei più recenti: abbiamo suonato per il “Guitar Hero Festival” in Germania. È stato un concerto speciale per diverse ragioni, ma soprattutto perché quel posto aveva qualcosa di magico! Il pubblico era entusiasta ed è stato un crescendo di pura energia dall’inizio alla fine! Poi, continuando a parlare di concerti emozionanti, un altro momento memorabile è stato il concerto per il FIAT MUSIC, che si è svolto sullo storico palco del teatro Ariston di San Remo, tra i più ambiti da ogni artista italiano. Siamo stati invitati dal grande Red Ronnie, tra i più famosi giornalisti musicali in Italia durante il suo show “Roxy Bar”, è stata un’esperienza indimenticabile! 

Il momento peggiore? Quando ho dovuto esibirmi nonostante fossi quasi completamente senza voce. Dopo un tour di diversi giorni in cui abbiamo dato il massimo, giunti all’ultimo concerto riuscivo a malapena a parlare. Abbiamo dovuto abbassare di un tono gli strumenti per far sì che riuscissi a cantare! È stato un vero incubo ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

Qual è il vostro momento peggiore e migliore vissuto con i fan?

Ogni volta che ci esibiamo fuori dall’Italia è sempre un’emozione e la carica di energia è completamente diversa! Ci si riempie il cuore di gioia quando i nostri fan ci chiedono di suonare il loro brano preferito mentre siamo sul palco e cantano all’unisono insieme a noi. Per non parlare di quando qualche nostro fan viaggia per ore solo per venire a sentire un nostro concerto! Ci sentiamo davvero fortunati ad avere un gruppo così numeroso di persone che ci supportano e che come noi amano la nostra musica.

Per quanto riguarda il momento peggiore, forse all’inizio della nostra carriera musicale, quando abbiamo presentato per la prima volta i nostri brani inediti e non sapevamo come il pubblico avrebbe reagito alla nostra musica, ma per fortuna è andata bene! 

Qual è la vostra canzone preferita?

Ok, questa è davvero la domanda più difficile! Ci sono diverse canzoni che amiamo particolarmente, io personalmente sono molto legata ad alcuni brani dell’album “First Fall” come “Tell Your Son” per il suo significato profondo di protesta contro l’inutilità della guerra e “October”, per il forte legame personale che ho con questo brano. “The Cave” è un’altra canzone alla quale ci sentiamo molto legati come band, per il profondo messaggio che trasmette e perché siamo molto orgogliosi del risultato musicale e del testo scritto! Gli altri brani a cui siamo affezionati appartengono al prossimo album e non vediamo l’ora di condividerli con tutti voi!

LA MUSICA DEI RAMROD:

La fusione di rock e blues, con un retrogusto soul ed un pizzico di rock psichedelico e progressive, è il segreto del sound dei Ramrod!

I fratelli Martina e Marco sono letteralmente cresciuti ascoltando musica rock, le loro voci si sono amalgamate negli anni passati a creare musica insieme infatti dopo alcuni anni il passaggio a band vera e propria è stato più che naturale.

Musicalmente influenzati da band storiche come The Allman Brothers Band, Lynyrd Skynyrd, Led Zeppelin, The Doors, gli italiani PFM e molti altri e vocalmente ispirati da cantanti come Aretha Franklin, Janis Joplin e Nina Simone, hanno creato e dato vita al loro sound unico che vuole essere un mix tra classic rock e blues con vibrazioni e suoni moderni.

Ognuno all’interno del gruppo da il suo contributo durante l’arrangiamento del pezzo, quindi il risultato finale non è altro che la miscela perfetta delle loro differenti influenze musicali.

La maggior parte delle loro canzoni provengono da esperienze di vita reale e personale nelle quali tutti possono rispecchiarsi. Nulla è più genuino di una canzone scritta con il cuore per liberare l’anima dal dolore, la tristezza e la delusine, ma anche per gridare al mondo intero la gioia, la rinascita ed il desiderio di diffondere amore.

Le canzoni sono un importante mezzo di comunicazione e per i Ramrod i sentimenti vengono prima di tutto, sono la linea guida della loro filosofia e non hanno paura di mettersi a nudo a partire dal lato più oscuro di sé stessi fino al più luminoso.

Nel 2016 pubblicano il loro primo album “First Fall” ed iniziano a viaggiare per l’Italia e per l’Europa, portando la loro musica in diversi paesi come Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Gran Bretagna e Francia, sprigionando energia e raccogliendo grandi soddisfazioni.

Questo progetto li porta a calcare i palchi dei migliori live club e festival internazionali.

Infatti, nel 2017 si esibiscono sullo storico palco del “Pistoia Blues Festival”, il più importante festival dedicato al blues ed al rock in Italia.

Lo stesso anno hanno la possibilità di esibirsi sul palco della piazza principale di Mestre (Venezia) e specialmente sul prestigioso palco del teatro “Ariston” di Sanremo per FIAT MUSIC, durante il programma “Roxy Bar” diretto dal giornalista musicale Red Ronnie.

Nell’estate del 2018 fanno parte della line-up del “Torrita Blues Festival” dove condividono il palco con molti artisti, tra i quali spiccano grandi nomi come Poppa Chubby e gli Animals.

Dopo il loro ultimo tour europeo, iniziano le registrazioni del loro secondo album “Jet Black” che uscirà nel 2019.