Mattia Prevosti

Q&A with Artists



Mattia Prevosti è nato a Varese nel 1985. Sin da piccolo si appassiona ai cantautori italiani, concentrandosi soprattutto sui loro testi. Nei 2000 si avvicina al rock, suonando in alcune band del varesotto, e comincia a scrivere le sue prime canzoni. Col passare degli anni Prevosti si interessa sempre di più alla scena musicale indipendente italiana, con grande trasporto emotivo, innamorandosi di artisti e gruppi come Afterhours, Moltheni, CSI e Giorgio Canali. Durante un concerto di quest’ultimo a Varese, nel 2010, Mattia di punto in bianco prende la chitarra e sale sul palco a suonare con lui. Da quel giorno Canali, lo invita spesso sul palco per suonare con lui un paio di pezzi. Qui nasce il sogno di Prevosti: registrare un disco di propri inediti con Giorgio. Nel frattempo Mattia è direttore artistico nel suo locale La Vecchia Varese, e organizza concerti settimanali d’impronta rock e blues, rimanendo comunque attento alla musica d’autore avendo così modo di conoscere molti musicisti e svariate realtà musicali. Poi il sogno si realizza. Giorgio Canali, nello studio di registrazione di Bassano del Grappa di Stewie DalCol, che partecipa anche alle registrazioni dell’album, produce il primo lavoro di Prevosti che prenderà il titolo di “Le Gabbie dei Tori” e che verrà ufficialmente pubblicato nel Giugno 2020. Giovedì 23 Luglio l’album verrà ufficialmente presentato in un concerto presso il Tennis Bar di Villa Toeplitz, a Varese, dove Mattia sarà affiancato da Giorgio Canali alle chitarre. Presto verrà comunicato dove si potrà acquistare l’album su supporto fisico tramite la Pagina Facebook dell’artista, ma nel frattempo una copia del disco è comunque prenotabile scrivendo alla pagina stessa (@Prevosti).

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile musicale sicuramente si ispira al cantautorato e, col tempo, sento che sto acquisendo nuove sonorità che si avvicinano al blues e alla tecnica del finger picking.
Sotto il punto di vista della scrittura, i miei testi sono parecchio ragionati con uno sguardo sulla vita, sulle variegate e talvolta agrodolci emozioni di tutti i giorni, sulle piccole cose, sulle controversie di questo mondo e dell’animo umano.

Perché fai quello che fai?
Da sempre mi hanno ispirato le canzoni dei cantautori italiani, e ho sempre trovato impressionante il potere che hanno le parole unite alla musica. È per questo che scrivo canzoni: vorrei che i miei testi arrivassero a chi li ascolta allo stesso modo in cui i pensieri dei cantautori sono arrivati a me, lasciandomi a bocca aperta.

Cosa ti ispira a creare musica?
La mia principale fonte di ispirazione vuole essere trovata nelle piccole cose di tutti i giorni, talmente comuni da poter essere immediatamente identificate da chi ascolta come proprie.
Mi ispira molto anche l’uso della lingua italiana, talmente difficile da “far suonare” che cattura molto tempo ed attenzione. A volte trovare la forma, la rima giusta, la metrica “proprio come la volevi” e rendere totalmente giustizia all’intento della canzone, non è affatto immediato e semplice. La lingua italiana è ricca e piena di tesori e di citazioni da cogliere in anni di letteratura e adoro spesso stravolgerle rendendo le citazioni “paracitazioni”, sconvolgendone il finale ed offrendo un nuovo punto di vista.

Come ti sei sentito quando hai firmato un contratto con Rehegoo?
Il processo di scouting di Rehegoo è avvenuto in maniera naturale conoscendo Veronica.

Qual è il più grande risultato che hai raggiunto durante la tua carriera musicale?
Il più grande risultato che ho raggiunto musicalmente finora è stato realizzare il mio sogno di collaborare con il mio più grande idolo e mentore: Giorgio Canali.Il Rock fatto persona.

Qual è stato il più grande ostacolo?
Un ostacolo all’umore è stato di certo realizzare quanto poco siano presi in considerazione i testi delle canzoni al giorno d’oggi, soprattutto da parte di chi lavora nel mondo della musica, che consapevolmente sceglie di valorizzare solo un certo tipo di canzone.

Qual è la tua canzone preferita che hai scritto?
Sicuramente il brano a cui sono più legato è “Difetti di fabbricazione”: questa canzone credo che rappresenti al massimo la mia poetica ed è impreziosita dai cori pieni di rabbia di Giorgio Canali che adoro.